Cosa succede se un lavoratore si infortuna nel posto di lavoro? Di chi è la responsabilità? Quali prove deve portare il lavoratore perchè sia riconosciuto il suo diritto al risarcimento del danno? E quali l'azienda, a proprio discarico. Di seguito un'interessante sentenza della Corte di Cassazione che fa il punto sulle ultime posizioni sul tema.
mercoledì 14 marzo 2012
Il Giudice del Lavoro di Bassano del Grappa pronunciandosi in riferimento ad una
fattispecie di richiesta di risarcimento danni avanzata da un dipendente nei
confronti della propria datrice lavoro, ha affrontato il tema dell’onere della
prova abbracciando l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale la
responsabilità dell’infortunato sorge esclusivamente in presenza di condotte
anormali, inopinabili, che esulano dal procedimento di lavoro e sono
incompatibili con il sistema di lavorazione, oppure qualora vi sia stata una
violazione da parte del lavoratore di precise disposizioni antinfortunistiche o
di specifici ordini, dovendosi altrimenti concludere per la normale irrilevanza
del concorso della condotta colposa del lavoratore, anche sotto il profilo del
computo dell'entità delle conseguenze risarcitorie (così Cass. 6.7.1990, n°
7101; Cass. 8.2.1993, n° 1523; Cass. 7.4.1992, n° 4227; Cass. 17.2.1998, n°
1687; Cass. 8.4.2002 n° 5024; Cass. 18.2.2004 n° 3213), in quanto i
comportamenti imprudenti o negligenti dei lavoratori devono considerarsi
assorbiti dall'assenza o inidoneità delle misure di prevenzione, nella misura in
cui la loro adozione sarebbe stata idonea ad eliminare il rischio di simili
comportamenti.
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